ignoranza lavora con noia

Ma Gianni che lavoro fa?

Il venditore, il sales manager, l’agente di commercio, o in qualunque altro modo si chiami ora il caro vecchio “rappresentante”. Di furgoni a noleggio, ricambi per lavatrici, attrezzature odontoiatriche, panini gourmet per ristoranti stellati. Non c’è settore in cui non abbia messo piede, non c’è conoscente della sua fitta rete di contatti a cui non abbia appioppato la sua merce del momento: ma nulla che giustifichi lo stile di vita che promuove sui social.

Ho conosciuto Gianni quando è venuto a elemosinare un lavoro in nero dal mio Boss delle Cerimonie (che non aspettava altro, figuriamoci! What is contributi?) per arrotondare la ricca Naspi che non copriva adeguatamente i costi fissi mensili per i suoi sollazzi. Non mi era sembrato un uomo di grandi qualità (esperienze vaghe, titoli di studio inesistenti), per quanto ammetto di essere stata colpita dalla sua capacità di bere superalcolici al bar sotto l’ufficio alle dieci di mattina e da una certa tendenza a tirare su col naso tipica di fa uso smodato di cocaina (ma se glielo chiedete lui nega: il raffreddore!, l’allergia!, le cavallette!).

Difficile stare dietro alle sue mille identità e ai cangianti job title: lunedì è dietro a una scrivania a offrire non meglio specificate consulenze, martedì è fuori città per un esclusivo quanto misterioso corso di formazione, giovedì è in lizza per un posto da direttore megagalattico della sede locale di un franchising truffaldino, e per quando arriva sabato è un attimo che te lo ritrovi dirigente di una start up di allevatori di lumache.

Dopo una settimana di duro lavoro, è nel weekend che Gianni dà il meglio di sè: pranzetti riservati in agriturismi su colline assolate, aperitivi mangerecci nei locali più in, cene nei ristorantini di charme a picco sul mare, e via con il dopocena nei migliori ritrovi per gente affine ai suoi gusti (dentisti abusivi, imprenditori sconosciuti al Fisco, puttanieri di ogni sorta, ecc).

Il resto del tempo lo passa a inveire contro fantomatici nemici sui social: i fancazzisti (mica come lui!), il Pd (è sempre colpa del Pd), il cattivo del momento, quei porci del governo, chi parla male di lui alle sue spalle. Si rasserena un momento solo per postare a inconsapevole uso e consumo dei pedofili le foto della figlia 12enne e dichiarare a pieni polmoni l’amore esagerato che prova per lei (stucchevole, se non fosse giusto un filino inquietante).

“Ma quindi Gianni che lavoro fa?”

Non lo so, ma di sicuro ha capito qualcosa che noi ignoriamo.

Share:

Leave a reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *