Chi sono stata, chi credevo di essere, chi sono oggi

Una ragazza che ha fatto “un investimento su te stessa”.
La più giovane del gruppo di lavoro.
La prima laureata della famiglia.
Una precaria in un mondo di impiegati a tempo indeterminato.
Una giovane non più tanto giovane.
Un’entusiasta, del lavoro e della vita.
Una delusa, dal lavoro e dalla vita.
Una lavoratrice indefessa (o forse solo fessa).
Una collaboratrice senza stipendio “interessata solo ai soldi”.
Una dipendente “non razionale”.
La “migliore collega che potessi desiderare”.
Un job title su Linkedin.
Una candidata troppo qualificata.
Una candidata troppo poco qualificata.
Una lavoratrice interinale.
La più sfigata del mondo.
L’ennesima a cui “faremo sapere”.
Quella a cui non faranno mai sapere.
L’eterna seconda.
L’affetta dalla sindrome dell’impostore.
Quella che non si sa vendere.
Quella che si è svenduta troppe volte.
Qualcuno ti chiamerà
(Mamma)

