coronavirus in azienda lavora in azienda

L’avvento del Coronavirus ha gettato nello sconforto capi e capetti, direttori generali e stolti totali. Tutti sull’orlo di una crisi di nervi (e supposta liquidità). Le urla belluine di taluni soggetti sono risuonate negli uffici, nelle case e soprattutto sui social. Ma come decodificarle correttamente? Urge manuale per disporre della traduzione più corretta.

Le banche? Tutti ladri! –> Ha portato il tesoretto in Svizzera

Lo Stato non ci aiuta! –> Non ha mai pagato un euro di tasse e adesso pretende l’aiuto di Stato

Ho dieci dipendenti, come pago gli stipendi?! –> Ne ha 15, 5 sono in nero, 10 messi in regola per la metà delle ore con stipendi da fame

Non possiamo rimanere chiusi fino a giugno! –> Non può stare a casa, non ha idea di come si faccia il padre / deve andare a zoccole

Gli statali hanno il culo al caldo, lavoro solo io! –> Per lo Stato è un nullatenente, ma che c’entra?

La mia famiglia deve mangiare! –> Ha soldi sufficienti per questa vita e la prossima, ma non si mai.

Il Governo è fatto di incompetenti! –> Ah, se ci fosse stato lui (o Lui) sì che le cose sarebbero andate bene!

In un mese ho perso 200mila euro di fatturato! –> L’anno scorso ha dichiarato 10mila euro di reddito

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